10 tradizioni e usanze curiose dell'Indonesia

Il bello di un viaggio in Indonesia è anche e soprattutto incontrare le popolazioni locali, conoscere usi e costumi che ad un occidentale possono sembrare curiosi e bizzarri, lasciarsi trascinare dal vortice di colori, musiche, danze dei diversi gruppi etnici.

Del resto, lo scopo di ogni viaggio dovrebbe essere quello di tornare diversi da come si è partiti: perciò lasciate a casa le vostre inibizioni e preparatevi a vivere qualcosa di indimenticabile.

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Il Debus di Banteng

La provincia di Banten è la più recente dell'isola di Giava, essendo nata solamente nel 2000, tuttavia vanta una cultura molto antica, che comprende la spettacolare danza Debus. Quest'arte marziale combina competenze che richiedono grande forza fisica, da esibire tra danze e balli. Lo scopo del Debus è dimostrare di essere invulnerabili: i jawara, coloro che si esibiscono, a volte si tagliano le guance, la lingua, l'addome o altre parti del corpo con chiodi o lame.

Si pensa che questa tradizione risalga al sedicesimo secolo, quando regnava il sultano Maulana Hasanudin. Divenne poi un modo di mostrare la propria forza e resistenza al colonialismo olandese. Il nome stesso deriva forse dall'arabo "dablus", lancia di ferro con un manico tondo, un tempo probabilmente usata nel Debus.

Reog Tengger: la danza mistica sul Monte Bromo

Eccoci al Monte Bromo, maestoso vulcano simbolo di Giava est, attrazione turistica e monumento naturale che da sempre ha affascinato le popolazioni locali. Nei dintorni del monte Bromo vivono i Tengger, una popolazione che mantiene in vita ancora tradizioni ancestrali, tra cui l'arte del Reog. Il Reog Tengger è una danza tradizionale giavanese che prevede aggraziate coreografie, estrema forza fisica e costumi elaborati e multicolore. Il protagonista del Reog è una figura simile ad un leone, detto Singa Barong o Barongan. La sua maschera spaventosa pesa anche fino a 40 kg ed è perciò molto pesante da portare. Colui che la indossa, la tiene ferma solamente con la forza dei denti.

Un'esibizione Reog generalmente si compone di tre parti. La prima parte è una danza introduttiva, in cui ballano i warok, ballerini maschi con costumi neri, simbolo di uomini malvagi. Nella seconda parte si ammira la danza Jaran Kepang, in cui si esibisono ballerine donne in abiti colorati. La terza parte, la più interessante, coinvolge tutti i ballerini del Reog.

La danza Reog racconta la storia di Klono Sewandono, re di Ponorogo, che partì per un viaggio a Kediri per chiedere in sposa la principessa Songgo Langit. Durante il viaggio, lui e la sua scorta vennero attaccati dal mostro Singa Barong, un leone mitologico con piume di pavone. Da qui, ebbe inizio una violenta battaglia.

L'esibizione che la inscena è accompagnata dalla musica suonata da un'orchestra tradizionale gamelan e talvolta strumenti musicali moderni, come chitarra elettrica e basso. Talvolta, il Barongan balla in trance, indotta da alcuni preparati speciali e offerte agli dei predisposti dagli sciamani prima della danza.

La danza Kecak a Bali

L'isola di Bali è ben nota per la sua religiosità, spiritualità e folkore. Oltre alle famose danze Barong e Janger, vale la pena assistere anche alla danza Kecak, che solitamente viene effettuata all'aperto al tramonto, meglio se una rupe affacciata sul mare. La danza continua anche quando scende l'oscurità, accompagnata da torce di bambù.

Una sessantina di uomini a petto nudo si mettono in cerchio, indossando sarong e sedendosi intorno a delle torce, poste al centro. Il Kecak non è accompagnato da musiche ma da canti maschili, che rappresentano un esercito delle scimmie, ripetendo il verso Cak o Kecak. Il canto è guidato da una voce solista. Un'esibizione davvero ipnotica.

Indonesia Kecak dance
L'esibizione mette in scena una versione della saga epica del Ramayana: i ballerini interpretano Rama, Shinta e altri personaggi. Si narra del principe Rama che vaga nella foresta con la moglie Shinta e Lakshmana. Il gigante Rahwana rapisce Shinta e la tiene prigioniera nel suo castello. Rama invia allora il fratello a chiamare il re del regno delle scimmie, che a sua volta invia il suo comandante, la scimmia bianca, a riprendere la moglie di Rama.

Il comandante viene catturato dalle truppe di Rahwana e intrappolato in un cerchio di fuoco che lo brucerà. Ma la scimmia bianca riesce a liberarsi, a bruciare il palazzo di Rahwana e ingaggia una battaglia con i suoi guerrieri, sostenuto dalle altre scimmie. Alla fine il nemico è sconfitto e le forze del bene trionfano.

La danza Kecak balinese deriva probabilmente da un rituale antico detto Sanghyang, che serviva ad allontanare gli spiriti malvagi. Nel 1930, un ballerino balinese, Wayan Limbak, in collaborazione con il pittore tedesco Walter Spies elaborò una versione teatrale del Sanghyang che raccontava storie del Ramayana. Da allora, la danza Kecak si è diffusa e viene messa in scena in diversi luoghi famosi di Bali, tra cui Pura Uluwatu, dove si può ammirare tutti i giorni al tramonto, oppure a Tanah Lot e in altre famose location.

Subak: il capolavoro paesaggistico di Bali

Una delle cose che lascia senza fiato il visitatore a Bali sono le risaie a terrazzamento, che si estendono dalle pendici delle colline e dei vulcani, giù fino al mare. Grazie alla ricca presenza d'acqua, fornita da fiumi e ruscelli, Bali ha sviluppato un intelligente sistema di irrigazione per la coltivazione del riso già a partire dal 944, come attestano alcune iscrizioni. Il sistema di irrigazione di Bali fa uso di canali, che portano l'acqua a ciascuno campo.

Questo capolavoro paesaggistico è stato sviluppato dai Subak, cooperative di abitanti contadini locali. L'appartenenza ad un Subak è un legame molto forte, tramandato di generazione in generazione. Il capo del Subak, il Klian Subak, viene nominato dai membri. I diversi Subak sono collegati a templi di montagna, i pura masceti, a loro volta dipendenti da due templi di lago, Pura Batu Kau, che regola l'irrigazione di Bali ovest, e Pura Ulun Danu, da cui dipende l'irrigazione di Bali nord, est e sud.

Ogni 105 giorni, ovvero al termine del ciclo di crescita del riso, si svolgono festival nei templi.  I Subak si differenziano dai tegalan, che sono risaie che vengono bagnate naturalmente dalla pioggia.

Bali Subak

In Indonesia il riso è un alimento fondamentale, presente in ogni pasto, ma anche nelle cerimonie religiose. Per questo, il Subak è fondamentale per la cultura balinese, che lo associa anche ad una dimensione spirituale e religiosa. Il Subak è la testimonianza visibile della creatività del popolo balinese, ma anche della fusione sempre esistente tra vita e religione. Per tutti questi motivi, l'Unesco ha dichiarato il Subak patrimonio paesaggistico e culturale di Bali.

Danza Barong: l'eterna lotta tra bene e male

La danza Barong è la danza più famosoa di Bali ed è profondamente legata alla dimensione spirituale della vita balinese. Questa danza, rappresentata durante le cerimonie rituali, mette in scena la battaglia tra bene e male. Barong, nella mitologia balinese, è un personaggio che ha le sembianze di un leone, considerato re degli spiriti virtuosi. Il Rangda è invece la regina dei demoni, che guida un esercito di streghe. La danza Barong è dunque una rappresentazione della vita degli uomini, con la lotta eterna tra gli spiriti buoni e quelli cattivi.

La maschera del Barong, che per certi versi ricorda la danza del leone cinese, è sostenuta da due uomini.

La danza Barong affonda le sue radici al periodo precedente la diffusione dell'induismo.

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Ci sono però varianti regionali della danza Barong, in cui la maschera principale cambia sembianze. C'è il Barong leone, quello più diffuso, poi c'è il Barong Buntut, solitamente interpretato da un solo ballerino, il Barong Gigante, il Barong cinghiale, il Barong tigre, il Barong serpente ecc.

La danza Barong può essere ammirata in diverse zone di Bali, ma quella più famosa è quella degli abitanti del villaggio di Batu Bulan nel Gianyar o a Kesiman a Denpasar.

I matrimoni Sasak a Lombok

I Sasak sono le popolazioni che abitano prevalentemente Lombok, parlando una lingua simile al balinese, sono di religione musulmana, a differenza dei balinesi che sono induisti. I Sasak presentano tradizioni proprie, come tutti i diversi gruppi che abitano l'arcipelago. In particolare, una tradizione antica ancora in uso è il "rapimento della sposa": come si può intuire, un tempo, un uomo trovava una donna di suo interesse e la rapiva per sposarla. Oggi, la tradizione rimane almeno a livello simbolico.

La sposa e lo sposo, che si sono frequentati per un po' di tempo, si incontrano in un giorno prefissato, in cui lo sposo "rapisce" la sposa e la porta a casa sua, dove la donna rimarrà tre giorni, controllata dalla famiglia dello sposo. Durante il rapimento, i due fidanzati devono dormite in letti separati. Dopo 24 ore dal rapimento, i familiari dello sposo riferiscono a quelli della sposa che i due giovani sono intenzionati a sposarsi. La famiglia della sposa, anche se contraria, è tenuta ad accettare, in quanto rifiutare è considerato vergognoso.

Le due famiglie discutono quindi dei progetti e delle questioni finanziarie del matrimonio. La cerimonia ufficiale coinvolge tutti gli abitanti del villaggio, con cortei festosi fino alla casa della sposa, con tutti i partecipanti vestiti con abiti tradizionali Sasak.

I rituali del Penti

A novembre sull'isola di Flores, al villaggio di Wae Robo, si tiene la celebrazione del Penti ad opera della comunità Manggarai. Il Penti è un rito di ringraziamento per il buon raccolto, con preghiere di buon auspicio per l'anno successivo. La festa dura poi una giornata e una notte intera, coinvolgendo moltissime persone dei villaggi vicini.

La celebrazione del Penti, strettamente connessa ai cicli dell'agricoltura, si tramanda da generazioni e segna il passaggio tra l'anno vecchio e l'anno nuovo. La ceriminia inizia con riti Barong Wae o Barong Oka, in cui individui portano offerte nel cortile dei Rumah Gendang, il palazzo principale del villaggio, accompagnati da gong e percussioni, invitando gli spiriti naturali ad unirsi alla celebrazioni. La fase successiva prevede la purificazione dai peccati, la visita all'altare di pietra e per finire i riti conclusivi.

Durante il Penti si eseguono esibizioni di Caci, l'arte marziale della regione abitata dai Manggarai, con due uomini che si combattono con fruste e scudi. Durante la cerimonia vengono intonati dei canti detti Sanda, che iniziano di notte e proseguino fino alla mattina senza interruzione, per onorare lo spirito degli antenati.

La danza Pakarena di Makassar

Makassar, nel sud Sulawesi, vanta una cultura variegata e ricca, in cui spicca la danza Pakarena, il cui nome deriva dalla parola "gioco" nella lingua locale. Questa danza, molto diffusa, con alcune varianti geografiche, può essere Pakarena Royong quando è eseguita durante i rituali, oppure Pakarena Bone Balla per qualsiasi altra occasione.

Durante questa danza, le donne di Makassar si mostrano in tutta la loro grazia e bellezza, ma mostrano anche la loro devozione ai mariti. L'esibizione si compone di 12 parti dallo schema simile. La performance inizia e finisce in posizione seduta, e si dispiega con movimenti in senso orario che rappresentano la vita umana. I movimenti verso l'alto e verso il basso rappresentano i cambiamenti della fortuna. Le ballerine durante la Pakarena impugnano sempre il ventaglio tradizionale.e non possono spalancare troppo gli occhi nè alzare troppo i piedi.

La Pakarena Balla Bulo viene ballata solo da ballerini in numero pari (9,7 o 5). La danza viene sempre accompagnata da percussioni tradizionali  e inscenata con abiti colorati e tradizionali.

Anche se non ci sono fonti certe, si pensa che questa danza fosse una danza regale nata ai tempi del sultanato di Hasanudin nel sedicesimo secolo, forse ispirata dalla madre del sultano.

La danza Janger

Un'altra danza tipica di Bali: la danza Janger, nata negli anni Trenta, acocmpagnata da strumenti tradizionali. La danza Janger viene eseguita da 10 coppie, le donne vengono dette janger e gli uomini kecak.

Si pensa che questa danza, accompagnata da canti, sia stata inventata da donne contadine che cantavano insieme per intrattenersi durante i pesanti turni di lavoro nei campi. Il canto si è trasformato nel tempo in una danza, pretesto per incontrare giovani dei villaggi vicini. Si tratta di una danza romantica, ispirata alle favole indonesiane dell'Arjuna Wiwaha e del Sunda Upasunda, rappresentata con costumi molto scenici.

Durante la danza, i ballerini si dispongono in cerchio e si muovono al ritmo della musica suonata dall'orchestra. Gli uomini giovani si siedono ed eseguono complicati movimenti con le mani, derivati dall'arte marziale del pencak silat. Le ragazze si inginocchiano e cantano i canti Janger, anch'esse eseguendo movimenti con le braccia.

La danza Janger è una danza bali-balihan, cioè a scopo di intrattenimento, e si può ammirare su tutta l'isola. Ogni villaggio ha la sua variante, ad esempio a Metra, la danza Janger viene eseguita su carboni ardenti, mentre a Tabanan viene eseguita con un attore che si finge un soldato dell'esercito olandese che dà ordini ai ballerini.

Le statue Tau Tau dei Tana Toraja

La popolazione dei Toraja, che abita le montagne del Sud Sulawesi, ha vissuto in isolamento per molto tempo, ed è stata "riscoperta" solo agli inizi del Novecento. Sono venute così alla luce anche le loro tradizioni e usanze antichissime, spesso incentrate sul tema della morte. I Toraja eseguono cerimonie funerarie molto elaborate, costruendo statuine che ricordano il defunto e che vengono chiamate Tau Tau.

Ricavate da legno o bambù, le statue Tau Tau vengono lasciate di fianco al defunto e venivano un tempo realizzate per i membri dell'aristocrazia. Oggi, vengono considerati guardani della tomba, ma servono anche a proteggere chi è rimasto in vita, mantenendo il contatto tra vivi e morti.

La parola "Tau" significa umano, il termine ripetuto due volte indica "qualcosa che assomiglia ad un umano".  Secondo le credenze dei Toraja, chi muore passa in un aldilà chiamato Poyo, il regno degli spiriti, ma solo se il funerale è stato eseguito correttamente in base allo stato sociale del defunto, altrimento questi sarà costretto a vagare in eterno tra il mondo dei vivi e quello dei morti. Il Tau Tau gioca un ruolo fondamentale in questo senso.

Chi appartiene alle classi bassi sarà protetto da un semplice Tau Tau di bambù, chi appartiene alle classi medie avrà un Tau Tau in sandalo o legno di Randu, mentre chi fa parte delle classi alte o della famiglia reale, avrà un Tau Tau realizzato in legno di giaco con ossa o corni di bufalo al posto degli occhi.

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Anche la creazione del Tau Tau deve seguire regole precise, a partire da come viene ricavato il legno dall'albero. Mentre intaglia il legno, l'artigiano deve lavorare vicino al corpo del defunto. La statuina viene poi vestita con abiti tradizionali, sarong per l'uomo e blusa kebaya per la donna, prima del funerale. Vengono poi decorati con ornamenti, un portafoglio pieno d'oro e argento, sfarzosi accessori per i capelli e un coltello sacro. Al termine del funerale il Tau Tau deve essere lasciato all'esterno della grotta dove è seppellito il defunto per mantenere effettivo il legame tra i vivi e i morti. Anche se oggi il cristianesimo è molto diffuso tra i Toraja, il Tau Tau rimane un simbolo iconico della loro cultura.